Alimentazione FODMAP e Reumatismi

Alimentazione FODMAP e Reumatismi sono interconnessi e se gestiti in modo adeguato aiutano a prevenire questi ultimi.

Lo sapevate che anche i reumatismi, l’artrite e la fibromialgia possono essere tenuti a bada grazie ad un’alimentazione specifica?

Basta controllare l’apporto di FODMAP.

Per reumatismo di intende:

Termine medico generico e non ben definito designante un gruppo di affezioni o manifestazioni morbose, acute, subacute e croniche, primitive o secondarie, a carico degli organi dell’apparato locomotore (articolazioni, ossa, muscoli, ecc.) e talora dei nervi.

L’artrite e la fibromialgia sono due delle forme reumatiche più diffuse.

Fodmap che cos’è e come ci può aiutare a contrastare i reumatismi?

FODMAP è un acronimo che sta per:

  • Fermentabili
  • Oligosaccaridi (fruttani e galatto-oligo-saccaridi)
  • Disaccaridi (lattosio)Monosaccaridi (fruttosio)
  • A (che sta per congiunzione in inglese “and” che vuol dire “e”)
  • Polioli (sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo e isomalto)

Si tratta di carboidrati/zuccheri che, se non tollerati da un soggetto, possono provocare vari disturbi, come ad esempio, il colon irritabile o i dolori reumatici, artritici e fibromialgia.

La dieta Fodmap è un nuovo stile alimentare che prevede l’esclusione o comunque la riduzione degli alimenti FODMAP, ovvero alimenti che contengono zuccheri/carboidrati scarsamente assorbiti nell’intestino.

Nelle persone particolarmente sensibili, i Fodmap possono causare
fermentazioni intestinali, produzione di gas e gonfiore, dolori e alterazioni del transito intestinale. Tutte queste situazioni danneggiano il microbioma, provocando stati infiammatori da cui derivano anche i reumatismi.

La dieta Fodmap è stata messa a punto da un gruppo di scienziati e medici che si stavano inizialmente occupando di creare una dieta per risolvere i problemi dovuti alla sindrome del colon irritabile. Durante la sperimentazione si è visto che chi seguiva questa dieta vedeva migliorare gli eventuali disturbi reumatici se presenti. Così facendo si è deciso di sperimentarla anche su persone affette da problemi reumatici con stupefacente successo.

Cosa è bene evitare:

Frutta: albicocche, susine, mango, more, pesche, cachi, cocomero, mele e pere crude (meglio cuocerle al forno ad esempio), fichi, ciliegie, succhi di frutta, pistacchi, datteri

Verdure: asparagi, carciofi crudi (meglio cuocerli al forno, al vapore o in padella), aglio (se lo usate per insaporire i vostri piatti potete utilizzarlo senza sbucciarlo e toglierlo quando è rosolato), cavoli, cipolla (con la cipolla o lo scalogno potete fare la stessa cosa dell’aglio, ovvero usarlo solo per insaporire senza sbucciarlo), funghi, porro, topinambur, radicchio, verza.

Cereali e derivati: grano e derivati come pane, pasta specialmente se consumati in grandi quantità e raffinati poiché fermentano molto più facilmente una volta che raggiungono l’intestino rispetto a quelli integrali (se volete concedervi una pizza potete optare per un pizza con lunga lievitazione), orzo e derivati, segale e derivati. Il riso è consigliato nella versione parboiled e integrale (anche in questo caso possono esserci reazioni differenti a seconda del soggetto, quindi è sempre bene valutare singolarmente).

Legumi: lenticchie, ceci, fagioli, piselli, taccole, fave e pistacchi.

Integratori: inulina e FOS (fruttoligosaccaridi) commercializzati come prebiotici.

Latte e derivati: latte di mucca, capra o pecora, panna, latte in polvere, yogurt, ricotta, mascarpone, fiocchi di latte e tutti i formaggi freschi.

Dolcificanti: agave, fruttosio, miele, sciroppo di glucosio-fruttosio, sorbitolo, mannitolo, isomalto, lattitolo, xilitolo, eritritolo.

Come sostituire gli alimenti sconsigliati?

Come sostituire il latte/formaggi? E le altre forme proteiche?

Ideale latte di mandorla o avena. Consigliato il grana stagionato 36 mesi. Il gorgonzola andrebbe bene poiché privo di lattosio, ma in alcuni soggetti può comunque portare ad irritare l’intestino e quindi portare a successivi dolori articolari. Ognuno deve valutare singolarmente.

Come sostituire il frumento?

Riso integrale, quinoa, amaranto, miglio, mais, grano saraceno o avena.

E la frutta?

Via libera con ananas, banana, kiwi, fragole, arance, pompelmo, limone, melone, lime, lamponi, mirtilli e fichi d’India
Per quanto riguarda la frutta secca oleosa, vanno bene noci, mandorle, nocciole e anacardi.

Alcolici?

Birra da evitare, ma vino bianco e vino rosso sono concessi.

Fortemente consigliati curcuma, zenzero. La curcuma infatti ha proprietà depurative e contribuisce a disinfiammare organi e tessuti. Ottimo anche lo zenzero per le sue proprietà digestive e antidolorifiche.

Conclusioni

Non spaventatevi dalla ristrettezza di queste indicazioni nutrizionali! Sono indicative e devono essere valutate individualmente, facendosi eventualmente seguire da uno specialista.
Danno comunque un’indicazione utile per cercare di limitare alcuni alimenti che ci creano problematiche in modo da risolverle.
Ricordiamoci che tutte le diete ad esclusione consistono nel eliminare e/o diminuire alcuni alimenti che ci creano disagi, per poi reintrodurli gradualmente e non di eliminarli definitivamente dalla nostra dieta.

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